Armoniq è un'applicazione SwiftUI unica per iPad e Mac. Il rendering è PDFKit, le annotazioni sono PencilKit su un livello sovrapposto, l'OCR è Vision, il dialogo con le tastiere è CoreMIDI diretto. Nessun motore proprietario, nessun servizio remoto, nessun account.
Sopra a questo, Armoniq fa una cosa che un lettore PDF generico non può fare: estrae le sigle di accordo dalla pagina — dal livello testo se il PDF viene da un programma di notazione, dall'immagine se è una scansione — e ne ricava tonalità, gradi, giro armonico e struttura, dichiarando quanto c'è da fidarsi del risultato.
L'elenco completo, in breve: ogni voce è raccontata per bene più sotto, nella sua sezione.
Prima delle funzioni conviene capire dove finiscono i file, perché da lì discende il comportamento dell'app: che cosa succede se rinomini un PDF, se cambi apparecchio, se un domani disinstalli Armoniq.
Armoniq apre i file in lettura e non li riscrive mai: nessun flatten delle annotazioni, nessuna conversione, nessun rename. Quello che aggiungi tu — titolo mostrato, preferito, ordine manuale, numero di pagine, autore letto dalla copertina, abbinamento MIDI — sta in .armoniq-indice.json, nascosto dentro alla cartella.
Conseguenza pratica: puoi aprire gli stessi PDF con qualsiasi altro programma, e se togli Armoniq restano file PDF normali.
Non un database interno all'app. Su iPad è la cartella Documents dell'app, esposta in File (UIFileSharingEnabled + LSSupportsOpeningDocumentsInPlace); su Mac è ~/Documenti/Armoniq, aperta nel Finder. Le sottocartelle sono le sezioni dell'archivio.
Copi dentro un PDF da Finder, da File o via AirDrop e compare nell'elenco: l'app sorveglia la cartella e accorpa le riletture, così venti file copiati insieme non provocano venti scansioni.
I tratti, le evidenziazioni e le scritte stanno in .armoniq-note/, un file per spartito, con nome l'SHA-256 del PDF — non il percorso, non il nome del file.
Conseguenza pratica: rinomina il file, spostalo in un'altra cartella, riordina tutto l'archivio, e le annotazioni restano agganciate al loro spartito. Vale anche dopo un ripristino da copia di sicurezza.
Il visore è PDFView di sistema, che dei PDF sa tutto: caricamento progressivo, memoria, qualità di stampa. Il lavoro di Armoniq sta in quello che gli si mette attorno — dove inquadrare la pagina, quanto ingrandirla, quando lasciarla ferma.
blendMode(.difference) sopra al visore: pentagramma e testo restano nitidi e i segni colorati restano distinguibili, senza filtri di sistema privati e senza rigenerare la pagina.
Lo stesso documento nei quattro adattamenti. Il ritaglio dei margini è attivo in tutti e quattro.
Ogni pagina del PDF riceve una tela sovrapposta, fornita a PDFKit tramite PDFPageOverlayViewProvider. I tratti sono PKStroke: gli stessi oggetti su iPad e su Mac, quindi quello che disegni su un apparecchio si rivede identico sull'altro. Il contenuto del PDF non viene toccato in nessun momento.
PKDrawing, PKStroke) ma non la vista per disegnare: quella è scritta a mano in Armoniq, e produce tratti compatibili con quelli dell'iPad.
La barra reale dell'app. Di serie è chiusa (⌘E per aprirla): si legge molto più spesso di quanto si scriva, e un pennino attivo per sbaglio lascia segni.
È la parte che distingue Armoniq da un lettore PDF con sopra un pannello di teoria. Non c'è un database di canzoni da cui pescare: gli accordi vengono letti da quello spartito lì, con una catena a più stadi che degrada bene quando la pagina è una fotocopia del 1987.
accurate. Se la prima passata non trova niente si riprova su un'immagine ripulita: contrasto e nitidezza recuperano le fotocopie sbiadite.Re/Fa#. Le code sono elencate esplicitamente, così «Amore» non diventa La e «Fammi» non diventa Fa.Italiana o inglese? Lo decide lo spartito, non un'impostazione: si contano solo le sigle inequivocabili — quelle con una coda o un'alterazione — perché una «A» isolata, in un testo italiano, è una preposizione.

Il pannello «Per cominciare»: ogni accordo letto viene mostrato sullo strumento — griglia del manico e tastiera — con le note che lo compongono.
| Pannello «Per cominciare» | Che cosa mostra |
|---|---|
| Diteggiatura chitarra | Un tasto per corda, dalla sesta alla prima, con corde a vuoto e mute. Le forme aperte sono tabulate; per tutto il resto si costruisce il barré spostando la forma di Mi o di La lungo il manico. |
| Tastiera | Un'ottava con i tasti dell'accordo accesi e le note calcolate dagli intervalli, non memorizzate. |
| Da imparare per primi | Gli accordi più difficili da eseguire, ordinati per frequenza nel brano: ha senso solo per la chitarra, ed è lì che compare. |
| Scala consigliata | La scala che copre quasi tutto il brano, con i gradi numerati. |
| Tranelli | Gli accordi fuori tonalità, con la scala che li risolve, spiegati a parole. |
| Strumento mostrato | Chitarra, tastiera o entrambi: chi suona solo tastiera toglie il manico dallo schermo. |
Una cosa, sulla pagina, è scritta davvero: l'armatura di chiave. Armoniq la legge dall'immagine della prima pagina disegnata — trova i pentagrammi, salta la chiave e conta i diesis o i bemolli stampati, e i pentagrammi votano tra loro; regge anche le fotocopie sbiadite, con una seconda soglia di nero apposta. L'armatura però nomina solo la coppia (una maggiore e la sua relativa minore), e non dice niente sui brani che modulano: per scegliere il centro, Armoniq mette comunque in gara tutte e 24 le tonalità (12 toniche × maggiore/minore) e assegna a ciascuna un punteggio sugli accordi letti. Le due tonalità che portano l'armatura stampata partono avvantaggiate.
| Criterio | Punti |
|---|---|
| Fondamentale diatonica nella tonalità candidata | +2 |
| …e con la qualità attesa (maggiore/minore) | +1,5 |
| Accordo estraneo alla tonalità | −1,5 |
| Settima di dominante sul V grado | +2 |
| Il brano apre sulla tonica | +2 |
| Il brano chiude sulla tonica (+2 se il modo coincide) | +3 |
Il punteggio da solo non basta, e Armoniq non fa finta di niente: accanto alla tonalità c'è un giudizio di fiducia — sicura, probabile, incerta — con i motivi in chiaro.
Il resto del pannello: giro armonico ricorrente con i gradi in numeri romani e il nome del giro quando è uno di quelli riconoscibili (I–VI–IV–V, I–V–VI–IV, II–V–I…); peso di ogni accordo e conteggio delle cadenze V→I; ritmo armonico come accordi per riga; struttura del brano con la pagina di ogni sezione; trasporto di tutta l'analisi in un'altra tonalità, che cambia solo la lettura nel pannello e non tocca lo spartito.
E il trasporto si può portare sulla pagina: Armoniq cerca dove è stampata ogni sigla — guardando la pagina disegnata, a pagina intera e poi a fasce, perché le sigle sono minuscole rispetto al foglio — e scrive la sigla trasposta esattamente lì sopra, in blu, su un velo bianco che copre quella vecchia (o accanto, a scelta). Le mani trovano l'accordo dove se lo aspettano: sopra la nota giusta, non in una tabella a parte. Il trasporto si cambia dalla barra, − e +, e la pagina si riscrive sotto gli occhi. È un livello appoggiato sopra, come i segni della penna: si spegne, e il PDF è quello di prima.

Il pannello «Armonia». Si apre nella fascia bassa e lo spartito resta visibile sopra: si confronta il grado con quello che è stampato sul pentagramma senza chiudere niente.
L'elenco è il contenuto della cartella, riletto quando la cartella cambia. Non c'è importazione, non c'è un archivio interno da sincronizzare col disco, e quindi non c'è niente che possa divergere.

Le due voci in cima erano due raccolte in un unico PDF: ora sono 16 e 37 spartiti indipendenti, ottenuti con la divisione automatica.
Le antologie sono scomode da suonare: per arrivare al brano che serve si scorre mezzo libro, e tutti i brani condividono lo stesso titolo, lo stesso preferito, la stessa analisi. Sui PDF con molte pagine Armoniq propone la divisione, e per farla usa due segnali indipendenti.
16 brani riconosciuti — titoli dall'indice, tagli dai titoli stampati in pagina.
Escluse le pagine 1 e 35: nessun pentagramma rilevato (copertina e indice).
L'anteprima che precede la divisione. Ogni riga è modificabile prima di confermare.
Sul Mac si prepara: si importa, si divide, si annota, si studia l'armonia. Sull'iPad, la sera, deve restare solo lo spartito — e ogni gesto deve funzionare senza prendere la mira su un bersaglio piccolo.
Chi suona con una tastiera arranger ha, per ogni brano, una registrazione preparata: voci, stili, tempo. Armoniq lega quella registrazione allo spartito, in modo che i due si richiamino a vicenda — senza software intermedio.
MIDINetworkSession, così la tastiera in WiFi si collega da sola, all'iPad come al Mac.
Tutte quelle che rispettano lo standard MIDI — cioè, in pratica, tutte. Armoniq non interpreta la nomenclatura di nessuna marca: registra i byte che la tastiera manda quando selezioni una memoria e li rimanda identici. Queste famiglie sono compatibili con il sistema di abbinamento e richiamo degli spartiti; cambia solo il nome che ogni casa dà alla stessa cosa:
| Yamaha | Registration Memory (Genos, PSR-SX, Tyros) |
| Korg | Performance e voci del SongBook (serie Pa) |
| Roland | Performance / UPS (E-A7 e simili) |
| Ketron | Registration (SD, Event) |
| Nord e altri | Program, Combi, Scene — stage piano, workstation, synth |
Due condizioni, le stesse per ogni marca: la tastiera deve trasmettere qualcosa quando selezioni la memoria (spesso è un interruttore «Transmit Program Change» nelle sue impostazioni MIDI) e deve reagire agli stessi messaggi quando li riceve.
I PDF sono già tuoi e stanno nella cartella: duplicarli sarebbe un file enorme e inutile. Nella copia entra il lavoro che non esiste altrove.
Un file .armoniq con: tutti i disegni e le scritte, indicizzati per SHA-256 del PDF, e l'indice completo dell'archivio — titoli mostrati, preferiti, ordine manuale, autori, abbinamenti MIDI.
Il ripristino aggiunge e non cancella: quello che oggi hai e nella copia non c'è resta al suo posto. L'indice precedente viene comunque conservato in .armoniq-indice-precedente.json, e lo spartito aperto in quel momento rilegge i segni subito.
Poiché l'aggancio è l'impronta del file e non il percorso, la copia si può rimettere su un altro apparecchio dove gli stessi PDF hanno nomi diversi o stanno in cartelle diverse: i segni ritrovano il loro spartito.

Backup e ripristino passano dal pannello file di sistema. Nessuna configurazione, nessun servizio.
Regola di progetto: nessuna modifica al comportamento dell'app entra senza il suo interruttore e la sua spiegazione. Ciò che sulla carta è un miglioramento, mentre si suona può dare fastidio — e allora deve essere possibile spegnerlo senza aspettare un aggiornamento. C'è anche «rimetti tutto com'era».
| Interruttore | Di serie |
|---|---|
| Spartito fermo — niente scorrimento né rimbalzo quando la pagina ci sta tutta | acceso |
| Una pagina alla volta (iPad) invece dello scorrimento continuo | acceso |
| Volta pagina a striscio sullo spartito | acceso |
| Tocco al centro nasconde le barre | acceso |
| Togli i margini bianchi attorno alla musica | acceso |
| Numero di pagina in trasparenza a barre nascoste | acceso |
| Ombra sotto alle pagine — bella, ma costa fluidità su iPad | spento |
| Interruttore | Di serie |
|---|---|
| Strumenti di scrittura aperti all'avvio | spento |
| Pannelli in fondo allo schermo anziché finestre al centro | acceso |
| Striscia delle miniature | spento |
| Aprendo l'archivio i pannelli si chiudono | acceso |
| Aprendo uno spartito l'archivio si ritira | iPad sì · Mac no |
| Archivio fissato con lo spillo (si accende dall'archivio stesso) | spento |
| Strumento per le diteggiature: chitarra, tastiera o entrambi | entrambi |
| ← → | Pagina precedente / successiva |
| ⌘− ⌘+ | Zoom a passi di 1,25× |
| ⌘0 | Adatta alla pagina |
| ⇧⌘W | Adatta alla larghezza |
| ⌘R | Ruota di 90° |
| ⌘E | Apre e chiude gli strumenti di scrittura |
| ⌘N | Modo notte |
| ⌘P | Il palco: schermo pieno di musica, pagina ferma |
| ⌘Z · ⌘, | Annulla l'ultimo segno · Impostazioni |
| Piattaforme | Una sola app SwiftUI multipiattaforma: iPadOS 18+ e macOS 15+, nativa Apple Silicon |
| Formati | PDF (testo o scansione). Nessun formato proprietario in ingresso o in uscita |
| Rendering | PDFKit, modi di scorrimento continui; adattamenti pagina / larghezza / doppia; zoom 25–600% |
| Annotazioni | PencilKit — PKStroke compatibili fra iPad e Mac; Apple Pencil o dito o mouse |
| OCR | Vision, sul dispositivo, in italiano e inglese; nessuna immagine lascia l'apparecchio |
| MIDI | CoreMIDI (UMP), Bank Select MSB/LSB e Program Change; sessione MIDI di rete su iOS |
| File di servizio | .armoniq-indice.json, cartella .armoniq-note/, copia .armoniq |
| Rete | Nessuna connessione richiesta per nessuna funzione, OCR e analisi compresi |
Visore di spartiti PDF con lettura delle sigle di accordo e analisi armonica, per iPad e Mac. In collaudo: si accede su richiesta.
Scrivendo, indica quale apparecchio usi e che tipo di spartiti hai — PDF di notazione o scansioni: la catena di lettura si comporta in modo diverso nei due casi ed è utile saperlo prima.